Era il 2003, se non erro, e ancora esisteva il “mitico” (si fa per dire) HPC, il giornale degli studenti liceali. In occasione della festa della Toscana ci fu un bellissimo incontro con Teresa Sarti Strada, moglie di Gino Strada, presidente di Emergency. Teresa Strada è morta oggi, a 63 anni, dopo due anni di malattia. Riproponiamo qui l’intervista che un’emozionatissima redattrice di HPC, Chiara Bellucci, le fece in quell’occasione. Ricordo che Teresa la prese un po’ in giro perché non aveva registratore e appuntava freneticamente tutto su un taccuino. Ci fermammo un po’ a parlare davanti al cinema Matropolitan, della censura mediatica, della guerra in Iraq, della Croce Rossa e di Maurizio Scelli.
Riporto qui quella lontana intervista e il mio ricordo. Ciao, Teresa
Qualche domanda su Emergency a Teresa Sarti Strada
In occasione della Festa della Toscana, abbiamo
intervistato Teresa Sarti Strada
Chiara Bellucci
La signora Teresa, in esclusiva per HPC, ha rilasciato un’ intervista alla nostra inviata speciale.
Che impressione le fanno questi incontri? A cosa pensa che servano?
Sono importanti, soprattutto per quanto riguarda la parte dedicata alle
domande del pubblico. E’ qui che mi accorgo che le persone sono
veramente interessate ai temi trattati da Emergency. Gli studenti,
soprattutto quelli delle elementari, costituiscono il pubblico più
difficile, in quanto c’ è sempre il timore di mostrare ai più piccoli
le immagini crude dei filmati.
Quali sono i vostri rapporti con i media?
Difficili: spesso gli interventi di Emergency sono censurati dalla maggior parte dei TG.
Com’è possibile attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle guerre cosiddette dimenticate?
Dando informazione. A questo proposito va soprattutto ricordata l’opera
meritoria svolta dal sito “peace reporter”, indirizzato in modo
particolare ai giovani che, tramite le testimonianze dei volontari,
racconta ciò che succede, nel bene e nel male, nelle zone interessate
da conflitti più o meno conosciuti.
E’ difficile essere la moglie di Gino Strada? Quanto incide sulla vostra vita privata l’impegno con Emergency?
Dal 1988 al 1993 Gino ha lavorato con la Croce Rossa, prima che
nascesse Emergency, e fino a qualche anno fa insegnavo come
professoressa di lettere. Cecilia, nostra figlia, attualmente
venticinquenne, non si è mai lamentata del fatto che il padre fosse
sempre in giro per il mondo a salvare innocenti e a lottare per la
pace: per fortuna non è mai stata una bambina che dava problemi e
potevo gestire la situazione da sola. Io e mio marito Gino ci siamo
sempre visti poco, dato che io per lo più lavoro in Italia nella sede
dell’ organizzazione situata a Milano. Mala comunanza di ideali puo’
rafforzare il rapporto nonostante la distanza. Certo, le comunicazioni
non sono quotidiane, e la paura è perenne