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Incendio a Calamoresca

 incendio calamoresca 01

Certo, lo saprete già tutti ma per dovere di cronaca e anche per poter fornire qualche immagine in più pubblico comunque il post. Dell’incendio che ha distrutto il Calamoresca Beach lo scorso venerdi 23 ottobre ancora non si ha una spiegazione. Continua a leggere Incendio a Calamoresca →

Aper-Imprò

Locandina Aper-ImpròGli allievi del secondo anno del corso di improvvisazione teatrale di Piombino, iniziativa a cura delle associazioni culturali “Gruppo Teatrale Giovanile FOB” e “Improteatro”, con il patrocinio del Comune di Piombino, organizzano una performance di improvvisazione teatrale, alla quale seguirà una lezione di prova gratuita, con la guida di un docente di improteatro, aperta a chiunque voglia cimentarsi nel campo dell’improvvisazione.
L’obiettivo dell’iniziativa è raccogliere le adesioni di tutti gli interessati per poter avviare un nuovo anno di corso.

Al termine di tutto l’associazione offre un aperitivo a tutti i presenti.

Ma che ne è della Dalmine?

tubi

Ma che ne è della Dalmine? Stando ai dati ufficiali di Bergamo, Dalmine Piombino non esisterà più da gennaio 2012. Tra argomentazioni avanzate dalle varie parti in merito alle questioni sulle bonifiche del terreno, sulle competenze, l’accessibilità dell’area, le reali necessità dei lavoratori e di un esercito di precari che oggi vanno tanto di moda per trattare con leggerezza ogni questione tra le grandi aziende e le piccole realtà, pare proprio che speranze non ce ne siano. Perlomeno questa è la sensazione che aleggia tra i 124 dipendenti, che diventeranno 116 ad anno nuovo, poi mobilità per chi è vicino alla pensione e poi basta. Chiuso. E con Piombino tanti lavoratori di Bergamo, di Costa Volpino e di Arcore seguiranno la stessa sorte.
Ho sentito un immediato clamore, al momento della notizia, una mobilitazione istantanea, poi in breve la rassegnazione. Sarà che ci hanno abituati così? Sarà che in un mondo dove occorre avere l’HD e la tv al plasma, Sky e le partite, la cena fuori tutti i sabati e il SUV, quando le entrate vengono minacciate di botto ognuno va in crisi? Chi la paga la rata? Chi ce la porta la moglie a fare shopping? Esigenze moderne rendono insormontabili i problemi moderni. Negli anni ‘70 si passeggiava con l’autoradio sottobraccio, si mettevano le toppe ai gomiti delle giacche (e si diceva che “andavano”) ma si tirava avanti dignitosamente.
Che non giustifica per nulla le politiche drastiche e impietose delle aziende, sia inteso; ma per l’amor del cielo, non si perdano le speranze. E visto che io, esterno da sempre alle dinamiche dell’industria, sono la persona meno adatta a parlarne, lascio questa riflessione con la speranza - come al solito - che chi c’è dentro, dall’uno o dall’altro lato, faccia sentire la propria opinione. Questo è e rimarrà sempre uno spazio aperto al confronto.

[foto di Oli_FLICKR, via flickr]

Bobo Rondelli a Piombino

38884203_4eb9192c28_o.jpgSì, belli, c’è Bobone. Proprio lui, quello che “aveva picchiato la testa”, quello che la deve avere picchiata in qualche posto niente male vista la qualità dei suoi ultimi due album: l’ormai anziano “Disperati, Intellettuali, Ubriaconi” e il recente “Per amor del cielo” in cui quella vena intimista e talvolta un po’ triste sembra aver guadagnato spazio sul lato ironico e dissacratore, eredità di quegli Ottavo Padiglione di cui Bobo è stato leader e voce solista.
Ma dietro al cantautore Roberto Rondelli c’è sempre lui, Bobo, che dal vivo non smette di farci pisciare addosso dalle risate, indignare, ridere di nuovo a crepapelle e incazzarci contro tutto e tutti.
Parlerà probabilmente di tutto fuorchè di quello di cui gli hanno certamente chiesto di parlare, perché lui è livornese “docche” e fa un po’ come cavolo gli pare. L’ha sempre fatto,  del resto, vorreste forse una soddisfazione maggiore?
Non perdete l’occasione di venire a sentire un “cantautore parecchio ganzo”, come dice il volantino, sabato 19 settembre alle ore 18.00 alla Libreria Coop di Piombino.
Potrebbe essere una buona occasione per imparare che per essere poetici e incredibilmente sensibili non occorre distinguersi per i modi. Da un lato la forma, dall’altro la sostanza.

[foto di loungerie, via flickr]

L’imperfetto imperfetto piombinese

libri.jpgDiscorsi da poco, certo, ma ogni tanto fa piacere anche fermarsi a riflettere su come siamo fatti, come ci comportiamo e quali abitudini abbiamo in questa buffa cittadina di mare. Linguisticamente, per esempio, siamo da ricovero. Poco tempo fa mi sono soffermato sul nostro bizzarro utilizzo dei modi e tempi verbali. D’accordo, lasciamo stare il congiuntivo che quella ormai è un’epidemia nazionale e sarebbe quantomeno pretenzioso accollarsene di prepotenza la responsabilità. Piuttosto, l’indicativo imperfetto a Piombino tende a sostituire altri tempi e modi verbali in situazioni differenti generando una semplificazione sintattica che a ben vedere ha del paradossale. Faccio qualche esempio.

L’indicativo imperfetto al posto del congiuntivo imperfetto. Scena: tra amici. “E se stasera s’ANDAVA al cinema?”

L’imperfetto al posto del presente. Scena: la stessa. “Oh, venite a mangiare una pizza stasera?” “Mah, veramente noi s’ANDAVA al cinema…”

Questo vale anche per un altro caso: bimba vestita “da cioccolatino” per il pranzo di Natale e la mamma che la guarda e le fa “ERI un amore!” Eri? Quando? Giovedì scorso? No, ora. In questo istante. Mah.

Infine, l’imperfetto al posto di costrutti complessi che coinvolgono il temibile condizionale in entrambe le forme, presente o passato, sfiocinando trasversalmente e senza ritegno tutto il periodo e perfino il dialogo. Scena: sempre la stessa. “Sabato prossimo S’ANDAVA a mangia’ una pizza, voi cosa fate?” “Dé, bada, noi SI VENIVA volentieri ma S’ERA al compleanno di Nedo, ormai gli s’è promesso.”

Ma a voi ne viene in mente qualche altro?

Che vi devo di’, S’ERA proprio buffi, da queste parti!
[foto via flickr: austinevan ]

Un ricordo di Teresa Sarti Strada - Quando la intervistammo a Piombino

Era il 2003, se non erro, e ancora esisteva il “mitico” (si fa per dire) HPC, il giornale degli studenti liceali. In occasione della festa della Toscana ci fu un bellissimo incontro con Teresa Sarti Strada, moglie di Gino Strada, presidente di Emergency. Teresa Strada è morta oggi, a 63 anni, dopo due anni di malattia. Riproponiamo qui l’intervista che un’emozionatissima redattrice di HPC, Chiara Bellucci, le fece in quell’occasione. Ricordo che Teresa la prese un po’ in giro perché non aveva registratore e appuntava freneticamente tutto su un taccuino. Ci fermammo un po’ a parlare davanti al cinema Matropolitan, della censura mediatica, della guerra in Iraq, della Croce Rossa e di Maurizio Scelli.

Riporto qui quella lontana intervista e il mio ricordo. Ciao, Teresa

Qualche domanda su Emergency a Teresa Sarti Strada

In occasione della Festa della Toscana, abbiamo
intervistato Teresa Sarti Strada
Chiara Bellucci

La signora Teresa, in esclusiva per HPC, ha rilasciato un’ intervista alla nostra inviata speciale.

Che impressione le fanno questi incontri? A cosa pensa che servano?
Sono importanti, soprattutto per quanto riguarda la parte dedicata alle
domande del pubblico. E’ qui che mi accorgo che le persone sono
veramente interessate ai temi trattati da Emergency. Gli studenti,
soprattutto quelli delle elementari, costituiscono il pubblico più
difficile, in quanto c’ è sempre il timore di mostrare ai più piccoli
le immagini crude dei filmati.

Quali sono i vostri rapporti con i media?
Difficili: spesso gli interventi di Emergency sono censurati dalla maggior parte dei TG.

Com’è possibile attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle guerre cosiddette dimenticate?
Dando informazione. A questo proposito va soprattutto ricordata l’opera
meritoria svolta dal sito “peace reporter”, indirizzato in modo
particolare ai giovani che, tramite le testimonianze dei volontari,
racconta ciò che succede, nel bene e nel male, nelle zone interessate
da conflitti più o meno conosciuti.

E’ difficile essere la moglie di Gino Strada? Quanto incide sulla vostra vita privata l’impegno con Emergency?
Dal 1988 al 1993 Gino ha lavorato con la Croce Rossa, prima che
nascesse Emergency, e fino a qualche anno fa insegnavo come
professoressa di lettere. Cecilia, nostra figlia, attualmente
venticinquenne, non si è mai lamentata del fatto che il padre fosse
sempre in giro per il mondo a salvare innocenti e a lottare per la
pace: per fortuna non è mai stata una bambina che dava problemi e
potevo gestire la situazione da sola. Io e mio marito Gino ci siamo
sempre visti poco, dato che io per lo più lavoro in Italia nella sede
dell’ organizzazione situata a Milano. Mala comunanza di ideali puo’
rafforzare il rapporto nonostante la distanza. Certo, le comunicazioni
non sono quotidiane, e la paura è perenne

La luce dell’ateo - quando trovi Piombino dove non ti aspetti

“La Luce dell’Ateo” è una raccolta di scritti dell’artista Gianfranco Ferroni, curata dal giornalista di Repubblica Antonio Gnoli, uscita per Bompiani a luglio di quest’anno. Di Ferroni (nato a Livorno nel 1927 e morto a Bergamo nel 2001), lo ammetto, non sapevo nulla. Ho acquistato il libro incuriosita dal titolo e, soprattutto, dalla quarta di copertina che riporta una emblematica frase dello stesso Ferroni: “Io, laico convinto, sono in attesa: attesa di un improbabile evento, o miracolo o apparizione: ma soprattutto di un senso da dare alle cose: dare nuova significanza a ciò che non ha più significato”. Nell’opera di Ferroni, in ogni  fase, quest’attesa è palpabile, inquietante, invadente. Guardate solo gli esempi contenuti in questa pagina: sono immagini di una straordinaria suggestione.  E altrettanto straordinari sono gli scritti, gli abbozzi, le lettere di questo uomo “circospetto” (come lo definiva talvolta chi lo conosceva) che Gnoli così descrive: “Fu un uomo goffo e tagliente a un tempo. Dotato di una semplicità brusca ed essenziale che corrispondeva pienamente alle sue ultime tele. In alcune fasi della sua vita era stato un perdigiorno. In quei momenti divenne un accanito giocatore di bocce che detestava perdere. Su quei campi di osteria si era sentito liberato dal buio che a volte lo inghiottiva”.

Cosa c’entra Ferroni con Piombino? “La Luce dell’Ateo” contiene uno scritto del 4 marzo 1953 dedicato alla nostra città. Ferroni era stato invitato dalla Camera del Lavoro  di Piombino e così scriveva del viaggio che lo attendeva: “Mi interessa conoscere le acciaierie ma più che altro m’interessa prendere contatto con uomini nuovi, con problemi diversi, con cieli differenti da questo impestato coltrone di nebbia”.

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Anna

annafrankSi rientra dalle ferie estive e si riparte con le notizie del blog. Stavolta per rincuorarvi e dirvi che, nonostante si inizino a vedere le prime nuvole e l’estate sembri volgere al termine, di iniziative ce n’è eccome. Per esempio tra qualche giorno, la sera di domenica 30 agosto, l’associazione culturale FOB metterà in scena Anna, spettacolo di prosa derivato da un adattamento del “Diario di Anna Frank”, basato sull’omonimo testo teatrale di F.Goodrich e A. Hackett.

L’appuntamento è per le 21.30 presso la Sala della Musica in piazza Firenze a Venturina, l’ingresso 5 euro.

 

Cast:
Gabriele Consonni - Otto Frank
Francesca Landi - Edith Frank
Rosa Marulo - Margot Frank
Claudia Barsalini - Anna Frank
Riccardo Taddei - Signor Van Daan
Francesca Orsini - Signora Van Daan
Lorenzo Frediani - Peter Van Daan
Francesca Pratesi - Miep
Enrico Cecchini - Signor Kraler
Davide Iacono - Dussel

Acquazzoni estivi

svincolo01.jpg

Un nubifragio e facciamo notizia, un nubifragio e siamo in prima pagina. Tutto si allaga, in maniera inaspettata e in punti insospettabili. C’erano strade in cui le auto viaggiavano educatamente a doppio senso alternato su una singola corsia, perché l’altra era invasa dall’acqua che sarebbe arrivata pericolosamente vicina alla portiera.
E lo svincolo nuovo, quello alla SOL, era un fiume di fango. No, non allagato, un fiume di fango; normale che accada in zone di cantiere, meno normale quando, probabilmente per evitare di interferire con il traffico delle vacanze, viene congelato in una sistemazione provvisoria in cui la viabilità resta un po’ più pericolosa del solito ma il flusso scorre senza bloccarsi. Voglio dire, se si lavora è un conto, ma se i lavori vengono interrotti perlomeno pensiamo a mettere tutto in sicurezza.

svincolo02.jpg

Tuttavia il fango resta lì, e in una situazione del genere crea un pericoloso fondo privo di aderenza alla fine di una rampa in discesa, in curva e con innesto contromano su una doppia corsia.
Lo toglierà mai qualcuno? Dobbiamo aspettare che piova di nuovo? Aspettiamo lo spettacolare frontale di qualche anziano dai riflessi non più scattanti? Si apre il sondaggio.

Chez Alvaro’

Locandina L’associazione culturale Gruppo Teatrale Giovanile FOB metterà in scena, con i suoi allievi del corso di improvvisazione teatrale, lo spettacolo dal titolo Chez Alvaro’.

Nella bellissima cornice offerta dal golfo di Calamoresca, presso il caffè OLTREbar “La Gatta Rossa”, il gruppo di imprò si esibirà nella ricostruzione di un insolito ed esilarante ristorante. Uno spettacolo dove il pubblico, con i suoi suggerimenti, diventa parte attiva e integrante dello show e accompagnerà gli attori in una serata al ristorante dove, vedrete, gli imprevisti non mancheranno di certo!

L’inizio è previsto alle ore 20:30 circa, e lo spettacolo è gratuito. Per maggiori informazioni visitate il sito dell’associazione http://fob.altervista.org


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