Piombino Jazz …e altre note
Lunedì, 13 Luglio 2009
Saprete forse che dal 15 al 19 Luglio 2009 nel Rivellino si terrà il festival Piombino Jazz …e altre note, una cinque giorni dedicata interamente alla musica Jazz con musicisti italiani di altissimo livello.
Mi rincresce tuttavia constatare come le iniziative culturali (questa ma anche le numerose esposizioni fotografiche, tanto per fare un esempio) non vengano affatto pubblicizzate o ne venga data notizia in maniera del tutto inefficace e risulti invece determinante il tam-tam dei diretti interessati sui social network o sui blog come il nostro che, mi preme sottolineare, è condotto da appassionati e non dai canali di informazione ufficiali.
L’esempio è lampante. Cercate sul sito dell’Azienda per la Valorizzazione Turistica e troverete, neanche in homepage, un link di secondo livello a un’immagine del calendario dell’Estate Piombinese dove la notizia è riportata in un trafiletto minuscolo e non c’è neanche scritto che l’ingresso è libero.
Il newsroll sulla homepage del Comune riporta la notizia solo da oggi 13 luglio e scorre via talmente veloce che occorre essere Robin Hood per poterci cliccare sopra e scaricare un pdf con la notizia da aprire con un secondo programma.
Tuttavia il festival ha un proprio sito (www.festivaljazzpiombino.it) e nè il Comune, nè l’AVT nè gli altri canali lo linkano o lo nominano.
Ma va bene lo stesso, spero che l’assessorato alla cultura legga e recepisca. Intanto per darvi un’idea di cosa vi aspetta aggiungo due righe.
Programma:
- Mercoledì 15 Luglio: Fabio Treves Blues Band
Imperdibile man-of-the-blues, Fabio Treves. Uno di quelli che il blues ce l’ha dentro fin da ragazzino. Quelli che “soffiano dentro al pezzo di ferro”, come amano dire in gergo gli armonicisti.
E ci mette l’anima, Treves, nel pezzo di ferro.
Il Puma di Lambrate (che vi consiglio di ascoltare anche in veste di conduttore radiofonico della trasmissione Life in Blues su Lifegate Radio, anche in streaming) apre la rassegna con la musica che rappresenta le radici, il suono primordiale che ha di fatto trasportato fino al jazz i primitivi suoni tribali dell’Africa.
- Giovedì 16 Luglio: Francesco Cafiso Quartet
Giovanissimo e talentuoso saxofonista già detentore di una serie di titoli di tutto rispetto, assieme al Cafiso Italian Jazz Quartet formato da Dino Rubino, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli.
- Venerdì 17 Luglio: Italian Tango Quartet
Una innovativa e sperimentale miscela di Jazz e Tango nata dall’incontro della fisarmonicista Giuliana Soscia con Pino Iodice, pianista e compositore jazz, valente arrangiatore e direttore d’orchestra; il quartetto si completa con Francesco Angiuli al contrabbasso e Francesco De Rubeis alla batteria.
- Sabato 18 Luglio: Paolo Fresu Devil Quartet
Nulla da anticipare sull’arcinoto trombettista sardo se non accennare che il Devil Quartet spazia fino ai confini della World Music e del Jazz Rock. Un grande nome che fa apparire la tromba uno strumento tanto elementare da suonare e ascoltare grazie al modo in cui ci rende partecipi dell’esecuzione. La semplicità in un fiume di note.
- Domenica 19 Luglio: Stefano “Cocco” Cantini
Si gioca in casa con Cocco, sapiente animatore del palco e favoloso saxofonista che molti di voi avranno senz’altro avuto modo di ascoltare nelle innumerevoli serate del Grey Cat Jazz Festival, altro appuntamento jazzistico delle nostre zone assolutamente da non perdere.
L’inizio previsto per gli spettacoli è alle ore 21:00.
L’ingresso è libero.
2 commenti a “Piombino Jazz …e altre note”
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Ottima osservazione. La musica di qualità avrebbe bisogno di una promozione di qualità.
A dire il vero io penso che anche la musica scarsa abbia bisogno di promozione; il ragazzino agli esordi che vede che c’è spazio anche per lui magari è spinto a provarci.
E può darsi anche che produca qualcosa di buono.
Il fermento musicale a Piombino c’è sempre stato, non vedo come si possa pensare di mantenerlo senza fare un minimo di promozione, senza creare, in definitiva, quel substrato fertile che favorisca lo sviluppo delle nuove realtà.
Poco importa, per me, se si tratta di sperimentalissime e discutibili invenzioni musicali ai limiti del rumore, anche quel genere di espressione si merita visibilità. Se non altro perché il cittadino qualunque possa venirne a conoscenza ed esprimere un parere, farsi un’idea o anche soltanto prendere spunto per iniziare ad appassionarsi a qualcosa a cui non aveva pensato prima.
Molti, ho dovuto tristemente constatare, non sanno nemmeno chi sia Paolo Fresu. Figurati se lo vanno a sentire, nel dubbio di dover pagare un biglietto o nell’incertezza di sapere se ce la faranno o no a prendere l’aperitivo. Dico, se l’amministrazione ci investe esclusivamente in cultura e, in definitiva, in immagine, è da folli non pubblicizzare un evento che se venisse disertato non produrrebbe nulla di positivo sia dal punto di vista economico che da quello dell’opinione pubblica.
Si continuerà come da tradizione a lamentarci che “a Piombino non c’è nulla” quando invece di cose ce n’è anche in avanzo, ma nessuno lo viene a sapere.
Per dire, su Piombino Oggi non c’e’ scritto né che l’ingresso è libero né che i concerti iniziano alle 21. Che ci voleva?
Ma l’assessorato alla cultura, di che si occupa? Di cultura o di far venire il personaggio noto dai capelli scompigliati giusto giusto a un passo dalle elezioni?