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Ripensare la Città - Il volto di Piombino. Due occasioni di riflessione e discussione da non mancare


Il prossimo 4 aprile presso Palazzo Appiani, dalle 15 alle 21, si terrà una giornata di pubblica discussione con la Cittadinanza a proposito della riqualificazione di Piazza dei Grani e degli ex-licei.  Il confronto, espressamente voluto dall’Amministrazione e moderato da facilitatori esterni, è stato organizzato “in modo che ciascun cittadino possa arrivare nel momento che ritiene più opportuno, durante il pomeriggio previsto, e fermarsi per il tempo che crede necessario a dare il proprio contributo” (cito dal messaggio di invito e informazione inviato dal Sindaco, messaggio che, probabilmente come molti di voi, ho trovato stamani nella cassetta della posta). Un’occasione da non perdere.

Che la Città abbia bisogno di un’ulteriore azione di “restyling” è evidente. Che le iniziative fin qui attuate prestino il fianco a critiche è altrettanto evidente. Recentissimo il volantino anonimo di protesta a proposito del nuovo assetto di Piazza della Costituzione, un assetto che non piace granché: la Piazza è sicuramente più anonima rispetto al passato e quello strano teatrino da una parte è abbastanza lugubre (avevamo già in passato espresso la nostra opinione). Ma è anche vero che la “vecchia” Piazza era ormai abbastanza degradata (e poi, diciamolo: magari Piazza della Costituzione per noialtri è un vero “luogo della memoria”, ma tanto bella non è mai stata): qualcosa andava fatto. E’ stato fatto nel modo migliore? Mah, tutti storcono parecchio la bocca. Difficile capire se si tratta di senso estetico offeso, di pura e semplice resistenza al cambiamento, o di qualche mal di pancia, come dire, pre-elettorale.

Ma il caso di Piazza dei Grani appare diverso. Perché lì davvero c’è memoria, un bel pezzo di storia della nostra Città, il cuore della Piombino vecchia, quel nonsoché che garantisce un’identità, un legame fra generazioni che non va spezzato. Parecchi danni sono già stati fatti. Nel bel libro “Ripartiamo da noi” di Anna Maria Marrocco (libro di cui parlo ben più diffusamente qui), a proposto di Piazza Manzoni troviamo queste parole:

La vecchia “Piazza” Manzoni non c’è più.
Era affascinante il tema di riprogettare la piazza come spazio
pubblico compreso tra il sagrato della chiesa, l’ingresso della
futura biblioteca, la balconata sull’antico porto, la vicina
piazza dei Grani, e provare a ricucire le nuove residenze con
il quartiere.
Interrogarsi, dopo aver disegnato le residenze, sulle loro
relazioni esterne, sulla socialità, sull’urbanistica. Un compito
delicato parlare della città, dei suoi rapporti sociali, del
movimento nel tempo e nello spazio.
Un compito in cui purtroppo si è fallito due volte: la prima
per non aver affidato incarico specifico per la Piazza
Manzoni a progettisti esperti nella scala urbana, la seconda
per non aver avviato per questo progetto un percorso
partecipativo.
E’ compito di ciascuno di noi cittadini dire come si vive una
piazza, è compito dei progettisti integrare queste suggestioni
nei disegni e nei capitolati.
Aver lasciato invece la progettazione della piazza nelle mani
dei “costruttori di case” ha avuto come conseguenza
realizzare un “non luogo”, spazio di risulta amorfo, senza
centro e senza direzioni, asfalto nero che affoga la pietra
bianca davanti alla chiesa, aiuole ordinate su cui non si
sdraierà mai nessuno a leggere, a sentire la musica, a
mangiare un panino.
Attraversare il “non luogo” in questo inizio di estate è una
vera sofferenza per gli occhi e per il corpo. I vapori salgono
dall’asfalto e avvelenano l’aria e, laddove prima piccoli
alberi resistevano allo scirocco, ora il sole impedisce
qualunque momento di sosta.
Sotto l’unica tamerice rimasta alcuni pensionati hanno
portato vecchie sedie da casa. E’ il solo segno di vita in
questo spazio che riporta l’attenzione sulla esigenza di
incontri, di socialità, di relazioni, a riconferma che non basta
un pensiero cristallizzato nella mente di qualche progettista
tuttologo per creare bellezza e benessere, ma serve una vera
educazione al confronto e tanta umiltà.

In prima battuta, il progetto non sembrava proprio tener conto di queste elementari premesse ( l’esigenza di ricostruire un ambiente che, senza “rompere”  drasticamente  con il passato, tenesse conto di sensibilità, memoria, necessità dei residenti). Ora, dopo molte polemiche (si veda ad esempio cosa si pubblicava nel 2007 sul Tirreno), l’intera questione riparte da capo. Per Piazza dei Grani e ex-licei viene avviato, come annunciato in apertura di post, un percorso partecipativo (domandina facile facile: ma non ci si poteva pensare prima?). Per quanto riguarda il polo culturale da realizzare nella sede dell’ ex-IPSIA, viene attivata una procedura di evidenza pubblica. A questo proposito, domani,  giovedì 2 aprile alle 17,30 presso la sala conferenza di Palazzo Appiani sarà presentato il progetto del nuovo polo culturale all’ex Ipsia di piazza Manzoni. All’iniziativa saranno presenti l’architetto Salvatore Re, progettista, Antonella Agnoli, esperta di servizi bibliotecari,  l’assessore alla cultura Ovidio Dell’Omodarme e il sindaco Gianni Anselmi.

Insomma, sarà bene esserci, in un caso come nell’altro. Nel post successivo, riportiamo un  contributo dell’Associazione Dentrolemura, che può costituire una base per cominciare a riflettere su come vogliamo che cambi la nostra Città.


1 commento a “Ripensare la Città - Il volto di Piombino. Due occasioni di riflessione e discussione da non mancare”

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  1. marco melillo il 01 Apr 2009 alle 23:49 ha detto:

    cisi poteva anche pensare prima, ma prima non c’erano le elezioni.

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kuda


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