I piombinesi e Marco Travaglio
Domenica, 15 Marzo 2009
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E con questo post si conclude il mo resoconto dell’incontro di venerdì scorso fra Marco Travaglio e la città di Piombino, un resoconto affrontato da punti di vista e angolazioni differenti, vista la notorietà del personaggio e l’impatto che l’occasione ha avuto sul pubblico piombinese: una sintesi dell’intervento di Travaglio potrete trovarla qui , sul blog di “Libertà e Giustizia” della Val di Cornia, mentre la mia personalissima e risibile disavventura nel tentativo di “arpionare” Travaglio per strappargli un’intervista in esclusiva viene raccontata su “Contaminazioni“, il mio blog personale.
Ma qui, sul nostro “urban blog” , vorrei soffermarmi su un aspetto particolare dell’evento: l’impressionante, almeno per gli standard della nostra Città, platea che ha accolto Travaglio: operai, professionisti, studenti, insegnanti, pensionati, professionisti, commercianti, persone di ogni età e di ogni estrazione sociale, hanno riempito il Metropolitan oltre ogni più rosea aspettativa degli organizzatori, al punto che si è corso il rischio concreto di doverne rimandare indietro un gran numero. Qualcuno ha commentato che una cosa del genere non la si vedeva dagli anni ‘60-’70, più o meno dall’epoca delle proteste contro il Vietnam o giù di lì: preistoria, dunque.
Io mi trovavo dietro al banchetto allestito da “Libertà e Giustizia” per distribuire l’appello “Rompiamo il Silenzio” promosso dall’ Associazione: e quindi ho avuto modo di parlare direttamente con molti spettatori, di osservare le loro reazioni quando veniva loro proposto di sottoscrivere e condividere le parole di “Libertà e Giustizia” in difesa della Costituzione. Tanti nemmeno leggevano il testo. Chiedevano: ” Per la Costituzione? Dai qua, che lo firmo subito, sulla fiducia”.
Non discuto il fatto che molti si trovassero lì attirati dal successo mediatico del personaggio (un personaggio che ormai si avvale senza remore di quest’aura da star che si è conquistato fra televisione e spettacoli qua e là per l’Italia) più che per una precisa consapevolezza politica della situazione critica che stiamo vivendo. Ma fatta la tara di questa “spettacolarizzazione” che Travaglio inevitabilmente si tira dietro, resta il fatto che l’impressionante afflusso di un pubblico adorante, in una città come Piombino, fra l’altro tradizionalmente di sinistra (e Travaglio, se non è tenero con la maggioranza, di certo non risparmia strali velenosi all’opposizione), deve far pensare. Nel post che annunciava l’arrivo di Travaglio a Piombino, mi auguravo di poter sentire l’opinione motivata dei politici locali sulle sue argomentazioni. Non so se questo sarà possibile, visto che di politici non mi è parso di vederne molti in platea (che qualcuno mi smentisca, prego, e dica: “Io c’ero!”). Siamo alle porte della campagna elettorale: come si conta di fronteggiare la stanchezza della gente comune, la tentazione dell’antipolitica alla Grillo, il disgusto, quello sì davvero “bipartisan”, che anima soprattutto gli elettori della sinistra, e che si manifesta negli applausi a scena aperta e nelle risate a denti stretti che accompagnano le fulminanti battute di Travaglio sulla nostra classe dirigente? Semplicemente snobbandoli?
In un certo modo Travaglio è davvero pericoloso: come qualcuno ha notato a commento dei miei link su Facebook, Travaglio non offre soluzioni (e non potrebbe nemmeno, visto che in definitiva è “solo” un giornalista) e dunque corre il rischio di incentivare solo il disappunto e la delusione, senza accendere davvero la volontà di opposizione e di risposta concreta da parte di coloro che non si riconoscono nell’andazzo corrente. Chi giudica Travaglio un provocatore e basta, chi non lo sopporta a prescindere, chi lo giudica poco più o poco meno di un esibizionista, ha i suoi punti di riferimento precisi e si sente parte di uno schieramento che comunque pare “vincere” nei fatti su tutta la linea. E gli altri? Non sarebbe opportuno intercettare i motivi del malcontento, cercare di comprenderli, tentare di dare una risposta per una volta coerente e coraggiosa, davvero?
Altri link su Travaglio a Piombino:
L’articolo sul “Corriere Etrusco” della nostra valente collaboratrice Serena, ora anche redattrice del portale informativo della Val di Cornia.
Il post di Paolo Profeti sul suo blog “Compagni e Compagne” , dal quale abbiamo tratto le foto di apertura.
Un breve estratto video dell’intervento di Travaglio (mi scuso per la pessima qualità delle immagini, ma i potenti mezzi tecnici a nostra disposizione sono quelli che sono). Il tema di questo passo è l’evasione fiscale.
1 commento a “I piombinesi e Marco Travaglio”
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ottimo lavoro