Quello spreco chiamato Coop
Martedì, 9 Dicembre 2008
Vedo che l’argomento Coop è abbastanza dibattutto. Sarà che è una novità e come tale suscita pareri constrastanti e soprattutto apprezzamenti e critiche. Ecco, mi sento proprio in dovere di muovere una di queste dal momento che è da qualche giorno che ci penso. Ammetto di non aver ancora ben visitato la Coop, se non di sfuggita il primo piano e poco la libreria che, in quanto tale, mi destava viva curiosità. Sabato sera, verso le due, mentre mi avviavo alla macchina insieme a degli amici una luce mi ha attirato dalla parte del nuovo supermercato ed ho potuto notare che il piano terra, così come gli altri, rimangono illuminati a giorno, presumibilmente, per tutta la notte. Non riesco a riscontrarne l’ultilità. Notoriamente il sabato sera molte persone sono fuori casa per fare una passeggiata in Corso Italia o per ritrovarsi nei locali del centro ma ditemi chi mai si fermerà a guardare l’interno della Coop. Neppure ci fosse una vetrina (ed anche queste, che sono completamente illuminate notte natural durante, devo sempre capirle), c’è solo da osservare quel dispersivo piano terra ed i suoi scaffali nuovi. Mi sembra uno spreco di energia bello e buono privo di qualsivoglia utilità, persino di quella di volersi mettere in mostra dal momento che non c’è neppure un pubblico disposto a guardare.
18 commenti a “Quello spreco chiamato Coop”
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Può essere tuttavia che tenere le luci accese in un supermercato abbia una funzione di prevenzione e sicurezza, non tanto di esibizione e pubblicità. E’ un’ipotesi che forse qualcuno potrà confermare o confutare.
dubito. la’ dove nessuno vede, che ci sia la luce accesa o meno e’ lo stesso, anzi, se qualcuno deve fare il lavoro sporco, in questo modo ci vede benone.
i supermercati sono notoriamente mal gestiti dal punto di vista dei consumi e lo dico con l’autorita’ di uno che per professione ha fatto diagnosi energetiche di svariate tipologie di edifici tra cui proprio dei supermercati. Ci sono degli sprechi abnormi spesso determinati da una gestione alla buona, fatta da chi non ha la competenza per fare le scelte corrette. alcuni hanno la telegestione, che migliora un po’ le cose, ma si tratta di edifici energivori al massimo.
se anche si ritenesse che la luce accesa potesse essere un deterrente alle effrazioni, basterebbe accendere la fascia perimetrale lungo le zone vetrate, non piani interi.
la Coop sta piano piano effettuando una serie di rilevamenti e monitoraggi per migliorare le caratteristiche e la gestione dei propri negozi, si tratta di avere pazienza.
nel frattempo pero’ i suggerimenti sarebbe bello che li cogliessero.
mi risulta che giusto alla coppe si muovano proprio in direzione risparmio energetico, e effettivamente mi fa strano tutta ’sta luminaria (che ancora non m’è capitato di notare) lasciata accesa da chi ha messo su un impianto fotovoltaico che mi vien detto (non so se effettivamente sia così) uno dei più grossi della regione, giusto a riotorto.
i suggerimenti si potrebbero attaccare in forma di lettera aperta alle vetrate. e vedere di nascosto l’effetto che fa. sottoscrivendo anche il tutto con nome cognome e eventuale iscrizione a socio.
qualcuno ha modo di buttare giù due righe un po’ meno in burocratichese di quanto mi uscirebbe a me? magari qualcuno che eviti sfondoni tecnici?
Le riqualificazioni energetiche le fanno via via sui vari negozi. dove non hanno ancora fatto la diagnosi non si muovono in nessuna direzione perche’ semplicemente non hanno idea di cosa fare. Gli interni che si occupano d’energia sono, in parte, tizi da timbro-il-cartellino-e-vuol-dire-che-ho-lavorato i quali fanno considerazioni all’acqua di rose e non hanno nemmeno la strumentazione per fare una diagnosi decente, che ci si vuole aspettare? Se non altro i manager sono tanto ragionevoli da affidare adegli esterni i lavori di diagnosi seria.
L’impianto fotovoltaico, quando l’hanno realizzato, era il piu’ grosso della Toscana. Ora non lo e’ piu’ ma e’ comunque consistente. Resta il fatto che quello che produce lo brucia, per dare un’idea dei consumi, anche soltanto un negozio grande la meta’ della Coop di Salivoli.
l’impiano fotovoltaico quando fu annunciato sapeva tanto di trovata pubblicitaria tanto per far vedere che sono vicini all’ambiente..poi bisogna vedere e non mi meraiglierei se venisse fuori che e’ stata pure sovvenzionata la sua realizzazione da qualche fondo……
che discorsi, ci mancherebbe anche che non avessero avuto delle sovvenzioni. della defiscalizzazione del 55 per cento, che ora stanno tirando in tasca anche ai piccoli (leggasi utenze casalinghe) avranno usufruito senz’altro, e di sicuro avranno beneficiato del conto energia e ne beneficieranno per venti anni.
come tutti, del resto.
anzi, a dire il vero ha piu’ senso premiare i produttori piu’ grossi visto che minimizzano gli sprechi per cadute di tensione varie, problemi di orientamenti forzati e di ombreggiamento involontario.
senz’altro nelconto ci sara’ finita anche l’operazione di visibilita’, certo, ma mi sembra meglio quella che tante altre cose che le aziende fanno per raggiungere lo stesso obiettivo, no?
A nessuno è venuto in mente che magari a quell’ora ci sono le donne delle pulizie che sgobbano?
all night long?
tommaso, io ho fatto le diagnosi energetiche di supermercati di Vada e di Livorno e col cavolo che ci sono tutti i giorni le donne delle pulizie per tutta la notte.
che la gestione energetica sia fatta con un’ingenuita’ e una grossolanita’ sorprendenti non e’ un’opinione, e’ un dato di fatto.
te lo dico bollette e rilevamenti (fatti di persona) alla mano.
Rimangono dentro fino verso le due dopodichè arriva il vigilante della securpol che rimane lì finchè non arriva chi scarica le consegne delle 5:45.
fidatevi.
…eppòi…non tutti i punti vendita dispongono del medesimo piano di organizzazione. A Vada o a Livorno le donne puliscono in altri momenti, ad es.
evvabbe’, allora stiamo a fare del puntiglio sui minutini.

d’accordo, mettiamo che un po’ di luce faccia comodo. resta il fatto che ra le due e le cinque e quarantacinque ci corrono tre ore e tre quarti in cui basterebbe tenere accesa la fila perimetrale invece del piano intero. un piano di luci sono diverse migliaia di Watt. tre ore al giorno per tutti i giorni fanno un bel quantitativo di energia buttata al vento.
e’ chiaro che ogni punto vendita abbia la sua organizzazione ma e’ altrettanto chiaro - e qui fidati te, che io ho avuto accesso a un bel po’ di dati, rilevato ogni singola apparecchiatura nei negozi di cui parlo, visto l’andamento dei consumi dalle bollette di quasi due anni e vista anche l’incuria nella gestione e nell’educazione al risparmio fatta al personale - che i piani organizzativi vadano affinati in *ogni* punto vendita perche’ i consumi sono esorbitanti in tutti. basta sentire l’energy manager.
non sono qui a fare le pulci alla Coop, dico solo che non mi puoi contrapporre la figura messa li’ delle donne delle pulizie che “sgobbano” [cit.] per far apparire la critica dello spreco di energia con una connotazione negativa (come se volessimo farle lavorare al buio).
c’e’ un pizzico di demagogia, altrimenti.
la Coop e’ ben conscia di avere grossi sprechi, tuttavia si sta muovendo per ridurli al minimo, cosa di cui sono molto contento. Altre aziende manco ci pensano. Un punto a suo favore ma non per questo bisogna inquadrarla esclusivamente come azienda virtuosa.
Caro Ale, la demagogia si fa quando si vuole convincere qualcuno, sorprendere qualcuno. E’ chiaro che nessuno vuol far lavorare qualcun altro al buio, conclusione a cui arrivi te forse “demagogizzando” quello che ho detto…o no?; la mia osservazione voleva solamente sottolineare la retorica con la quale veniva argomentata una considerazione, a mio avviso, incompleta. Nessuno ha pensato al fatto che qualcuno fosse lì a lavorare; nessuno probabilmente lo sapeva (quindi la tua conclusione si serve di un elemento di cui in prima istanza ignorava l’esistenza). Vuoi considerare il mio commento come un plus (non qualitativo ma quantitativo) alla discussione; fra me e il pntigio c’è di mezzo l’oceano…mi spiace contraddirti ma hai male inteso l’esempio delle donne; sicuramente mi sono espresso pessimamente e ciò lo dimostra il fatto che lo hai letto come una contrapposizione…
eheheh! demagogizziamoci a vicenda!
o Tomma, bada che se ti rileggi *tutti* i commenti dall’inizio vedi bene come io sia contrario alla generalizzazione e perlopiu’ a favore di Coop, che - lo ripeto per la milionesima volta - si sta concretamente muovendo per ridurre gli sprechi.
questo, per quanto lodevole, implica pero’ automaticamente riconoscere il fatto che degli sprechi *ci siano* e che siano tali da rendere necassaria un’analisi approfondita e progetti di miglioramento energetico.
e’ chiaro che il passante che vede le luci accese fara’ delle considerazioni da passante.
e’ altrettanto doveroso che chi ne sa qualcosa di piu’ faccia notare che magari sfugge qualcosa all’analisi frettolosa.
io, che mi pongo nel mezzo, volevo solo far notare che si’, magari a volte si arriva troppo velocemente alle conclusioni, ma allo stesso tempo quelle conclusioni non sono poi cosi’ lontane dalla realta’. insomma, volevo puntualizzare che Coop non e’ un’azienda sprecona ed energivora ma nemmeno cosi’ coscienziosa da far apparire affrettate certe conclusioni sugli sprechi che anche un comune cittadino puo’ trarre a partire da tre piani di luci accese, per quanto poco ne sappia della gestione notturna del supermercato.
se poi te, per chiarire la cosa, butti li’ una frase che ipotizza (”magari ci sono”) la presenza delle donne delle pulizie “che sgobbano”, non e’ un “magari”, lo sai benissimo che ci sono e sai quanto tempo ci stanno, cosi’ come sai che non ci stanno tutta la notte.
che ti aspetti che ti dica? che anche la tua affermazione, forse, come la conclusione del passante, e’ un tantino poco articolata, no? proprio quello che mi pareva tu volessi evidenziare nell’articolo: l’essere al limite della retorica.
tutto qui.
poi mi preme ribadire una cosa: Coop si muove nella direzione giusta ma a velocita’ da bradipo narcotizzato; peraltro certi semplici consigli di tipo gestionale che avrebbe potuto mettere in atto immediatamente, a costo zero e senza carte e bolle pontificie, vedo che stenta ad attuarli, quindi come posso non farlo presente?
pane al pane. completezza d’informazione, correttezza delle notizie.
…in medio stat veritas…o giù di lì.
eheheh, concordo pienamente.
grazie comunque delle precisazioni e del tenere vivo il dibattito. non mi dispiacerebbe che partecipasse piu’ gente a questo blog.
Così, a titolo informativo, quali “semplici consigli di tipo gestionale avrebbe potuto mettere in atto immediatamente, a costo zero e senza carte e bolle pontificie”?
Non è una domanda polemica, è che io sto dalla parte del cittadino che passa di lì, non ci lavoro e non sono un tecnico.
per esempio visto che e’ presente il sezionamento degli impianti di illuminazione, variare gli orari di accensione e spengimento in funzione dell’utilizzo effettivo; lo so che attaccare e staccare un generale e’ meno faticoso, ma che diamine non e’ tutto questo sforzo.
non so come sia gestita Piombino, ma in certi negozi per esempio hanno il telecontrollo e si programma tutto via software cosi’ non c’e’ bisogno di accendere o spengere manualmente proprio nulla.
questo e’ un esempio che possono constatare tutti.
il resto, per correttezza, non posso certo scriverlo su un blog.