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Giovanni Bachelet, un pericoloso fazioso a Piombino?


Maurizio FalsoneIl 28 novembre scorso, alle ore 17.00 (quindi non in orario scolastico), presso l’auditorium del Liceo Carducci di Piombino, si è tenuto un incontro pubblico, organizzato dal locale Circolo di “Libertà e Giustizia”,  con l’on Giovanni Bachelet (Partito Democratico, membro della VII Commissione Cultura della Camera) e Maurizio Falsone (Movimento Giovani Universitari di Pisa), sul temaScuola Ricerca Università non sono un optional : un progetto di riforma condiviso, non tagli sul “sapere”.

Giovanni BacheletCome i miei lettori possono notare, ho sottolineato due elementi: l’incontro si è svolto nel pomeriggio;  l’incontro era pubblico e quindi chiunque, favorevole o meno ai provvedimenti del Governo in materia di istruzione, poteva partecipare, dibattere, esprimere il suo punto di vista, portare il suo contributo alla discussione.

Eppure, puntualmente, qualcuno ha dato fuoco alle polveri della polemica.

1° atto: dal Tirreno del 26 novembre. La denuncia di Giovanni Sironi (PdL)

Il Circolo Libertà e Giustizia Val di Cornia organizza per venerdì (alle 17), nell’auditorium del Liceo Carducci di Piombino in via della Pace, un’iniziativa sul tema scuola. Dal direttivo provinciale di Forza Italia tuona Giovanni Sironi: “Questi appuntamenti si fanno nelle circoscrizioni, nella saletta rossa del Comune, al Centro Giovani: non all’interno delle scuole. Chi ha dato il permesso? - si domanda - Il Preside, l’assessore Tempestini? Tra l’altr - specifica - si tratta, a tutti gli effetti, di un incontro di parte: ci sarà l’onorevole Giovanni Bachelet, docente universitario, membro Pd della Commissione Cultura della Camera, Alessandro (sic) Falsone del Movimento Giovani Universitari di Pisa. E non sarà neppure un contraddittorio. Così è fare politica nella scuola”.

2° atto: dal Tirreno del 27 novembre.  La risposta del Preside Fabio Grandi

Leggo sulla cronaca locale che il sig. Sironi, componente del Direttivo Provinciale di Forza Italia, valuta in modo molto severo la concessione del nostro Auditorium per una iniziativa del Circolo della Val di Cornia dell’Associazione “Libertà e Giustizia” del giorno 28 novembre p.v. Credo che ci sia un equivoco di fondo in quanto mi pare sia chiaro nel depliant di presentazione che l’incontro del 28/11 non è organizzato dalla nostra scuola, come spesso accade, ma in questo caso il nostro coinvolgimento si è limitato alla concessione dell’uso di un locale.

Il Liceo, che si è sempre contraddistinto per il rapporto molto stretto che ha intessuto con il territorio e che continuerà a farlo nella convinzione che questo sia uno dei compiti che non solo gli spettano, ma che lo qualificano, non ha fatto che confermare uno spirito di apertura che dovrebbe essere considerato titolo di merito invece che motivo di biasimo.

Considero infatti un onore quello di ospitare un’associazione come “Libertà e Giustizia” nata per operare una complessa operazione culturale che va al di là degli schieramenti politici esistenti. Tra i suoi promotori ci ono personalità di spicco della cultura italiana: basterebbe ricordare Umberto Eco, Umberto Veronesi, gae Aulenti, per citare solo i primi che mi vengono in mente. Spiace che il sig. Sironi colga solo l’elemento della parzialità. Avrebbe ragione nel formularci questa critica se, come scuola, rifiutassimo di ospitare qualcuno in ragione delle sue idee. Ma non è così.

Ben vengano le richieste di utilizzo della scuola da parte dei cittadini e delle loro associazioni: questo testimonia che la scuola è viva e che chi abita nel nostro comprensorio la vede come una risorsa ed un valore a prescindere dalle sue convinzioni politiche. In questo modo crediamo di fornire il nostro modesto contributo al dibattito culturale che si sta svolgendo nel nostro Paese.

Atto 3° Dal Tirreno del 29 novembre. La replica di Giovanni Sironi (nella rubrica “La Parola ai Lettori”)

Nella riposta che si legge sul Tirreno da parte del preside Fabio Grandi del Liceo Carducci, in merito al mio intervento di mercoledì 26 novembre, si nota come il preside tenta di arrampicarsi sugli specchi e tenta di cambiare le carte in tavola. Nell’elogiare l’associazione “Libertà e Giustizia”, che dichiara di andare al di là degli schieramenti politici, volutamente dimentica di citare che a questo incontro partecipa un onorevole del Pd e un esponente del movimento studentesco di Pisa. Purtroppo sappiamo quali sono le idee politiche che circolano nelle scuole toscane e che vengono inculcate ai nostri figli. Ribadiamo comunque che non si usino i locali della scuola per fare politica. Interesseremo i nostri consiglieri provinciali per presentare un’interpellanza in Provincia e nel frattempo contatteremo il Provveditorato per sapere cosa ne pensa.

4° atto. E ora rispondo io, visto che ho introdotto, insieme a Dario Cambi, e moderato l’evento oggetto di tanto scandalo.

In queste ultime settimane ho partecipato  a numerosi incontri nella nostra Città sul tema caldo della scuola. Mi è mancato solo quello promosso da Forza Italia ma , come raccontato su questo blog, in quell’occasione comunque erano presenti rappresentanti del Comitato “In … movimento” (per lo più composto da insegnanti) e del Comitato studentesco “Tre passi avanti”, ambedue ostili ai provvedimenti del Governo in materia di istruzione e formazione. In nessuna di queste occasioni è mancata la polemica, anche accesa, non solo nei confronti della politica del centrodestra, ma anche verso le posizioni, presenti e trascorse, dell’opposizione.  E tuttavia, se si esclude naturalmente il dibattito organizzato dal PdL, quello che mi ha meravigliato è stata la sistematica assenza in queste circostanze di coloro che sono favorevoli alla Gelmini. Non si sono mai esposti, non hanno mai ritenuto opportuno presentare le loro argomentazioni a platee sicuramente ostili ma comunque disposte ad ascoltare e a confrontarsi civilmente nel corso di dibattiti pubblici e democraticamente aperti alle posizioni di chiunque.

Ora, in questo caso, si rimprovera il Liceo di aver ospitato un dibattito senza contraddittorio. Si afferma, con una certa protervia, che nella scuola “non si deve fare politica” e si ribadisce che nelle scuole toscane, in genere, i ragazzi vengono indottrinati dalle parole d’ordine della sinistra. Si minacciano interventi nelle alte sfere: coinvolgimento della Provincia e del Provveditorato (che sarebbe più corretto chiamare “Ufficio Scolastico Provinciale”, visto che i Provveditorati già da diverso tempo hanno cambiato denominazione).  Ora, se il signor Sironi avesse partecipato all’incontro di “Libertà e Giustizia” del 28 novembre, avrebbe trovato una platea non particolarmente numerosa, composta da numerosi insegnanti, per lo più non giovanissimi, qualche ragazzo, qualche genitore: tutte persone civilissime ed educate che avrebbero sicuramente ascoltato con attenzione e rispetto i ragionamenti, si presume motivati e ben fondati, di chi giudica positivamente le attuali scelte della maggioranza sulla scuola e sull’Università.

D’altra parte nessuno può essere obbligato a partecipare, se non vuole (così come io non mi sento obbligata, per esempio, ad ascoltare i telegiornali delle televisioni pubblica e privata di solito accodati alle posizioni del Governo, sebbene, tanto per dire, paghi il canone e quindi possa facilmente polemizzare su una certa parzialità dell’informazione, in barba alla par condicio: e infatti in genere mi sposto su altri canali comunicativi, in primo luogo la Rete, per andare a cercare obiettività e vero pluralismo): e naturalmente nessuno, studente o genitore o docente, è stato costretto a sfidare le intemperie per assistere all’incontro con Bachelet (figlio del compianto Vittorio Bachelet, assassinato dalle BR, cattolico, docente universitario: certo una persona schierata, come si evince dalla sua biografia, ma sicuramente non un pericoloso fazioso, anzi attestato su posizioni assai moderate) e Falsone, giovane dalle opinioni decise ma assolutamente misurato nell’esporle e commentarle, come si può facilmente comprendere guardando il video della trasmissione “Otto e Mezzo” alla quale ha avuto modo di partecipare.

C’è un aspetto che mi colpisce nelle scarne argomentazioni del sig. Sironi. Si insiste in maniera  a mio parere del tutto strumentale sul ritornello: “Nella scuola non si deve fare politica”. A parte il fatto che in questo caso il contributo del Liceo è stato esclusivamente logistico e almeno per il momento la nostra scuola, forse per eccessiva prudenza, non si è espressa in modo esplicito a riguardo dei provvedimenti del Governo (al contrario di moltissimi altri istituti in Italia, dove i Collegi dei Docenti hanno prodotto documenti e mozioni di protesta - e basta fare una ricerca veloce su Google, digitando “collegio docenti Gelmini” per verificare se questa affermazione corrisponde o meno a verità), mi piace ribadire anche qui quello che ho detto lo scorso 28 novembre nel presentare l’iniziativa:

Oggi, da parte di esponenti della maggioranza attualmente al Governo, a mo’ di rimprovero nei confronti della protesta si sente spesso ripetere il ritornello: “Nella scuola non si deve fare politica!” Ma non si comprende proprio in che modo la scuola, proprio la scuola, dovrebbe rimanere silenziosa e impotente, in una sorta di limbo o arcadia (assai poco serena per la verità), mentre altrove, nelle misteriose sale del Palazzo, si prendono decisioni  che la colpiscono direttamente al cuore. La scuola non vuole più tacere. La scuola vuole ascoltare e vuole essere ascoltata.

Capisco che il silenzio di chi nella scuola vive e lavora possa fare molto comodo, nell’ottica di chi pensa che il “manovratore” non debba essere disturbato. Ma forse sarebbe più sano, se davvero si vuole difendere la democrazia e il pluralismo  (valori per i quali sarei disposta a farmi scannare, se necessario), evitare la propaganda fine a se stessae le polemiche strumentali, argomentare nel merito delle questioni in discussione (a proposito, perché il blog di Forza Italia di Piombino e relativo forum sono così desolatamente poco aggiornati?) ed ascoltare anche le opinioni che non si condividono.

O no?

 

 

1 commento a “Giovanni Bachelet, un pericoloso fazioso a Piombino?”

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  1. Alessandro Melillo il 01 Dic 2008 alle 01:02 ha detto:

    a parte il fatto che mi faccia inorridire leggere il signor Sironi stabilire cosa si debba o non si debba fare nella scuola pur ignorando palesemente egli stesso l’utilizzo del congiuntivo, vorrei riportare all’attenzione di tutti un particolare che forse e’ sfuggito: siamo nel *mondo reale* non nel *paese delle meraviglie* e per quanto ne so io e ne sanno praticamente tutti, nella scuola la politica si e’ sempre fatta.
    certo, da un lato e dall’altro della linea di confine, ma di certo mai con uno pseudo-patrocinio dell’istituto stesso. e ho chiara memoria di professori palesemente schierati all’estrema destra cosi’ come di professoresse clamorosamente schierate all’estrema sinistra, ciascuno dei quali non faceva che portare avanti la propria professione senza rinunciare a prendere una posizione.
    nessuno di loro, pero’, mi ricordo che abbia mai preteso che la condividessimo.
    questo per dire come gridare “allo scandalo” ad ogni piccola cosa non sia che il segno di un’irascibilita’ gratuita che si appoggia su una visione del tutto preconfezionata di una realta’ che, lo ricordo, e’ fatta invece da persone con una passione, delle idee, delle convinzioni e voglia di dichiarare apertamente e senza alcun timore da che parte stiano.
    la scuola politicamente asettica non solo non e’ mai esistita ma mi dispiace di pronosticare che non esistera’ mai.
    ma al di la’ di questo, sbraitare che la concessione di spazi in orari extrascolastici significhi automaticamente fare propaganda mi sembra una stupidaggine colossale e peraltro - qualora fosse in malafede - anche maldestramente confezionata.
    non c’e’ nessuno che possa invitare il signor Sironi a discutere con tutti quanti su questo spazio? non si tratta certamente di uno spazio istituzionale, questo, ma di un campo neutro. vogliamo vedere che cosa ne viene fuori?
    si chiede sempre a viva voce imparzialita’ e liberta’ d’espressione, ma quando ci sono i luoghi per farlo,poi, non apre bocca mai nessuno.
    mah…

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