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I libri, Cuba, Piombino e altro - Intervista a Gordiano Lupi


Ho già parlato del piombinese Gordiano Lupi in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo Avana Killing e della sua traduzione del blog di Yoani Sanchez, Generaciòn Y . In questi mesi Gordiano ha continuato la sua instancabile attività di promozione culturale (fra l’altro la casa editrice “Il Foglio Letterario”, di cui Gordiano è fondatore e ispiratore,  parteciperà dal 21 al 23 novembre a “L’era dei libri”, prima fiera dell’editoria indipendente a San Vincenzo).

Gordiano è un appassionato cultore dei libri e della letteratura, impegnato in prima persona in una paziente diffusione del gusto per la lettura, sempre a caccia di nuovi autori, lui stesso valente scrittore. Siamo stati compagni di scuola per otto anni, dalle medie alla Maturità: abbiamo litigato un po’ su tutto, persino su Pascoli e D’Annunzio (ebbene, lo ammetto: ero e resto una fedelissima dannunziana  mentre il buon Zvanì e il suo zuccheroso “fanciullino” mi sono sempre risultati piuttosto indigesti. Viceversa Gordiano non sopportava il Superuomo e il suo italico Vate:  per fortuna ora siamo diventati ambedue un po’ più malleabili su questi argomenti), ma fra una discussione e l’altra abbiamo imparato a stimarci. E anche se non ci vediamo da tempo, Internet ci ha permesso di realizzare questa particolare intervista che spazia a tutto campo, dai libri alla politica, da Cuba a Piombino, dai consigli agli esordienti fino a considerazioni più generali sulla cultura nella nostra Città.

In primo luogo, vorrei che tu ci raccontassi qualcosa della tua esperienza di editore, oltre quello che possiamo leggere sul tuo blog e altrove:  da quale esigenza è nata l’iniziativa del “Foglio Letterario” prima e delle Edizioni “Il Foglio”poi, com’è evoluta, in che modo essa si è rapportata con il tessuto culturale della nostra Città, quali sono le difficoltà che avete incontrato e, at last but not at least, qual è il tuo giudizio sulla situazione più generale delle “patrie lettere”, in particolare per quanto riguarda il mondo dell’editoria (per esempio per quanto riguarda la convivenza, e la concorrenza, fra editori maggiori e piccoli editori, se qualcosa è cambiato con l’avvento di Internet…). Visti i tuoi interessi, non mi dispiacerebbe un tuo giudizio sullo stato attuale della cosiddetta “letteratura di genere” in Italia (penso al successo di Faletti, Lucarelli, Wu Ming, Evangelisti e altri …).

Il Foglio Letterario è nato nel 1999 come rivista e soltanto nel 2003 si è trasformata in casa editrice non profit. Lo scopo iniziale era quello di avvicinare i giovani alla lettura e alla scrittura, ma anche di salvaguardare il patrimonio letterario lasciato da Aldo Zelli e Maribruna Toni. In parte credo che abbiamo adempiuto a questa missione. Per strada ho perduto Andrea Panerini e Maurizio Maggioni, ma si sono aggiunti altri compagni d’avventura come Sacha Naspini, Elena Migliorini, Fabrizio Manini, Vincenzo Spasaro, William Navarrete, Alessandro Dezi e tanti altri giovani che danno una mano per il sito internet, per la grafica dei libri e nel comitato di lettura. Siamo cresciuti grazie a internet e molti collaboratori non sono di Piombino, ma la vera riconscibilità della casa editrice c’è stata con le fiere del libro, dove vendiamo molto e siamo apprezzati. Fosse stato per Piombino tutto sarebbe finito da un pezzo e invece adesso possiamo permetterci di fare a meno di Piombino, perchè con i distributori, internet e le fiere vendiamo in tutta Italia. A Piombino le difficoltà sono enormi, almeno per me che raramente scrivo e pubblico cose che interessano ai piombinesi, ma anche per la casa editrice che si occupa di generi poco consoni al tessuto culturale locale. Sul mondo letterario italiano ho pubblicato due libri che mi hanno procurato un sacco di  nemici (Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura e Nemici miei - editi da Stampa Alternativa) e rimando a quelli perchè il discorso sarebbe molto lungo. Sono reperibili in Biblioteca, credo. Tra gli autori che hai citato apprezzo molto sia Lucarelli che Evangelisti, anzi, di Evangelisti sono persino amico e ha fatto molte prefazioni ai libri editi dal Foglio che gli sono piaciuti particolarmente.

 Mi piacerebbe che tu tentassi una sorta di identikit del lettore piombinese medio: si dice che i nostri concittadini leggano poco e non siano particolarmente interessati ad argomenti di carattere culturale e letterario, ma in fondo abbiamo quattro librerie, sta per aprire la Libreria Coop (a proposito, che cosa ne pensi?), ci sono diverse iniziative, sia spontanee, sia sponsorizzate dalle istituzioni. La situazione secondo te è così grigia come spesso si dice?

Infine, quali consigli daresti ad un giovane scrittore esordiente della nostra Città? certo, di non fidarsi degli editori prezzolati … e poi? Te lo chiedo perché mi capitano spesso alunni con velleità letterarie e se posso  pensare di essere in grado di dare consigli stilistici, visto il mestiere che faccio, dal punto di vista pratico, ovviamente, sarebbe più opportuna la dritta di un addetto ai lavori!

Per quanto riguarda la Libreria Coop,  non so quanto queste libreria siano davvero utili per fare cultura. A mio parere diventano dei supermercati del libro, degli spacci per best seller, che non danno il minimo spazio ai piccoli editori. Se a noi chiude La Bancarella, su Piombino non abbiamo uno spazio vendita…  Il nostro distributore toscano è Promedi, un piccolo distributore che non ha accesso ai grandi canali. Per me sarebbero molto più utili delle Librerie Alternative, piccoli centri culturali dove presentare libri e fare cultura popolare. Era una mia idea quella di aprire una libreria del Foglio, ma l’ho accantonata per mancanza di fondi.

La situazione di Piombino ha il colore dello spolverino. Più che grigia, nera. Se fosse stato per Piombino, l’esperienza del Foglio sarebbe conclusa da tempo. Alla fiera di Pisa vendo 200 libri in 3 giorni e a Piombino vendo 20 libri in un anno… qui interessano soltanto i libri su Piombino e le storie locali. A un giovane scrittore esordiente consiglio di leggere molto, almeno cento volte di più di quanto scrive, di informarsi sulla casa editrice alla quale intende rivolgersi e magari di comprare qualche libro prima di proporre un manoscritto, per vedere se sono in sintonia. A me interessano molto i giovani autori: abbiamo una collana under 35. Se ne conosci di bravi dai pure la mia mail. Al Foglio non si paga per pubblicare. Di solito non si viene neppure pagati, ma ci diamo una mano a vicenda… In dieci anni abbiamo lanciato un autore che è stato finalista allo Strega ed è passato a Bompiani (Wilson Saba), uno che adesso pubblica con Cairo (Francesco Ongaro), un cubano da me tradotto che ha pubblicato con Stampa Alternativa e A.Car. (Alejandro Torreguitart) e altri che sono passati a Coniglio e Edizioni Clandestine.

 

E passiamo a Cuba. Ho letto “Avana Killing” (a proposito: complimenti!) e mi hanno colpito particolarmente i riferimenti alla santerìa, un mondo che evidentemente ti affascina. Si tratta solo di un tocco esotico o questo genere di tradizioni, che fra l’altro metti in contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa , hanno per te un particolare significato?

Com’è nato quest’amore per Cuba e per la sua gente? Che cosa hai trovato in quest’isola così lontana che non avresti potuto trovare in luoghi e tradizioni a te più vicine? Insomma, che cosa rappresenta per te Cuba?

Cuba è una storia lunga e personale che nasce nel 1998. La mia seconda moglie è cubana. Il mio primo figlio è nato a Cuba. Mi sono innamorato di una donna, di una terra, di una cultura. Sono andato a Cuba da comunista convinto e sono tornato anticastrista. Dal 1998 lotto per la libertà di Cuba come se fossi un cubano in esilio e adesso il regime ha pure tolto il visto di rientro sia a me che a mia moglie (classificata controrivoluzionaria). Nessuno ha fatto niente per risolvere questa cosa. Non sono famoso come la Aguero… Cuba è per me un luogo dell’anima impossibile da dimenticare, la mia biblioteca è piena di autori cubani che leggo, rileggo e traduco. Sulla santeria ho pubblicato CUBA MAGICA per Mursia, ma ho pubblicato pure un libro sulla musica cubana, una serie di romanzi e racconti del mistero ambientati a Cuba (Nero tropicale, Orrori tropicali, Avana Killing) e un reportage narrativo che mi è costato l’ostracismo (Almeno il pane Fidel - Stampa Alternativa). A breve uscirà un nuovo noir cubano per Eumeswill e nel 2009 un altro ancora per Perdisia, nella colana diretta da Luigi Bernardi. La Mediane farà un libro forografico su Cuba con testi da me scritti. Per Rizzoli tradurrò il primo libro italiano di Yoani Sanchez, scrittrice cubana che sto aiutando nella diffusione del suo blog in Italia. A giorni uscirà per Il Foglio un nuovo libro di Alejandro Torreguitart da me tradotto: Il mionome è Che Guevara, un libro insolito sulla vita del Che, pieno di cose che a Cuba non vorrebbero mai dire….

Infine, naturalmente, un accenno ai progetti e alle iniziative future.

Progetti ce ne sono tanti, per fortuna. Non riuscirei a vivere senza fare progetti. Il Foglio si è sviluppato come editore di CINEMA, FUMETTO, LETTERATURA CUBANA, NARRATIVA UNDER 30, HORROR e FANTASTICO. Continueremo su questa strada che ci ha dato qualche soddisfazione, ma quando capita pubblichiamo pure saggi sulla musica (Cash), su Montale (adottato dall’università di Pisa), persino poesia (di buon livello - come il caso Maribruna Toni). Per quel che mi riguarda andrò avanti con i miei interessi che coltivo da anni: Cuba, traduzioni di autori cubani, cinema italiano di genere, narrativa di genere. A questo proposito uscirà a fine anno un libro di narrativa ambientato a Piombino  intitolato CATTIVE STORIE DI PROVINCIA (Edizioni A.Car. di MIlano). Si tratta di una serie di racconti noir che rielaborano episodi di criminalità (caso Cantaridi) e li uniscono a elementi di pura fiction.

 

5 commenti a “I libri, Cuba, Piombino e altro - Intervista a Gordiano Lupi”

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  1. francesco giubilei il 20 Nov 2008 alle 16:47 ha detto:

    Dispiace leggere che un’editore valido come Gordiano Lupi a Piombino non abbia il dovuto spazio. I paesi d’origine spesso non comprendono “i talenti di casa” o li scoprono troppo tardi.
    L’idea di una libreria de il Foglio, sull’esempio della libreria di Minimum Fax a Roma, della Libreria Laterza a Bari o della libreria Marcos Y Marcos sarebbe davvero un grande arricchimento per Piombino, invece che una libreria Coop, chissà in futuro…
    Per quel che riguarda il Lupi scrittore siamo tutti in attesa che un suo libro venga pubblicato da una casa editrice “big”, lo merita davvero.
    Francesco Giubilei

  2. francesco giubilei il 20 Nov 2008 alle 19:21 ha detto:

    Pardon, un editore senza apostrofo, ovviamente.

  3. Gordiano Lupi il 26 Nov 2008 alle 23:34 ha detto:

    Grazie Francesco, ma si vive bene anche senza stare tra i big, credimi. Il miglior editore (di nome) che ho avuto (Mursia) si è rivelato il peggiore. Molto meglio Stampa Alternativa, Olimpia, Sered, Profondo Rosso. Se non altro per farsi pagare non bisogna scrivere dieci volte all’amministrazione.

    Gordiano Lupi

  4. citroglicerina il 02 Dic 2008 alle 14:34 ha detto:

    è bella questa ammissione di “colpa” nel senso di ammissione che forse cuba non è quel modello anche sbagliato ma da difendere a forza perchè è stata una rivoluzione comunista…cambiare idea è da adulto! complimenti!

  5. Gordiano Lupi il 07 Dic 2008 alle 17:47 ha detto:

    La tristezza di una Libreria Coop

    Non ci volevo entrare, perché sapevo che mi avrebbe recato soltanto tristezza. Un po’ come il vecchio cinema Sempione trasformato in profumeria, un po’ come lo scoglio d’Orlando che non c’è più, un po’ come la spiaggia di Salivoli erosa dai venti, un po’ come l’inutile porto turistico davanti al balcone di casa. Eppure l’ho fatto. Sarà perché i libri conservano un fascino antico, pure se sono da ipermercato, sarà perché non avevo niente di meglio da fare, sarà perché al cinema davano il solito film inguardabile, quello che va tanto di moda perché ne parla sempre la tivù. E allora mi sono reso conto che a Piombino abbiamo una Libreria Coop, un mostro dentro al mostro che ucciderà le piccole librerie mandate avanti da librai appassionati che scelgono con cura i libri, magari pure nei cataloghi delle case editrici minori. La Libreria Coop di Piombino è un supermercato del libro, attento alla vendibilità del prodotto, all’effetto copertina, al grande marchio editoriale. Non mancano i best-seller esposti in primo piano, ma se cercate il piccolo editore non lo troverete, forse neppure il medio, ché di Stampa Alternativa ho visto soltanto i volumi a fumetti di Jacovitti. Una commessa della libreria sente il mio commento a voce alta e ribatte che non è vero, loro sono una libreria aperta alle piccole realtà, vogliono collaborare con i piccoli editori. Non le rispondo, visto che non mi ha riconosciuto non le dico che sono un piccolo editore e pure un modesto scrittore, ma di libri miei là dentro non ne ho visti neppure uno. E pensare che se vado a Livorno alla Gaia Scienza trovo libri delle Edizioni Il Foglio e cose pubblicate o tradotte da Gordiano Lupi per Mursia, Mediane, Olimpia e Stampa Alternativa, ma pure se faccio un salto a Firenze o a Roma, in una qualsiasi Libreria Feltrinelli. A Piombino no. Magari è giusto così e sono io che non comprendo. Magari il futuro è nel film e nel libro di Natale. E allora apriamo ipermercati del libro a più non posso per vendere best-seller e noi piccoli rifugiamoci nelle riserve indiane, su internet, nelle fiere della microeditoria. Tanto siamo una razza in estinzione. Non dureremo molto…

    Gordiano Lupi
    www.infol.it/lupi

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