L’Onda è arrivata anche a Piombino. E si sta trasformando in tempesta.
Mercoledì, 29 Ottobre 2008
Una guarda i servizi dei TG nazionali sulla spinosissima questione scuola e ha l’impressione di vivere in una sorta di universo parallelo: qualche rumoroso gruppetto di manifestanti, una maggioranza silenziosa che legittimamente (ci mancherebbe altro) chiede di non essere disturbata dalle proteste nel quotidiano impegno di studio, la soddisfazione dell’ineffabile MOIGE per il positivo e sereno incontro con il gentile e rassicurante Ministro Gelmini, il premier che lamenta la disinformazione in atto e accusa, ovviamente, la sinistra di aver messo su una protesta strumentale e falsa sui supposti tagli alla scuola pubblica.
Peccato che persino in una città di provincia come la nostra la situazione sia diversa. Basta tenere gli occhi aperti e guardarsi attorno senza pregiudizi per rendersene conto: la rabbia che monta non è quella di pochi militanti di partito doverosamente ideologizzati ma è un sentimento complesso e variegato che attraversa le generazioni, che anima la gente comune, che, soprattutto, non accetta etichette politiche di alcun genere. Si può non essere d’accordo ma è sconcertante che qualcuno continui a narrare la favola di una minoranza confusa, impegnata in una strenua difesa dello status quo, che non sa di che cosa sta parlando. Eppure è una storiella che, in buona o cattiva fede, in molti continuano a raccontarsi e a raccontarci, forse fidando nell’antico assunto che una bugia ripetuta troppe volte diventi alla fine miracolosamente verità.
Qui a Piombino le iniziative si moltiplicano. Il Comitato Studentesco “Tre Passi Avanti” ha previsto per la giornata di domani due gazebo nelle piazze principali della Città per raccogliere firme contro i provvedimenti in corso di discussione al Senato e per diffondere fra i cittadini materiale informativo. I ragazzi si impegneranno in un’azione di volantinaggio davanti alle scuole elementari e medie per sensibilizzare i genitori sulle conseguenze delle scelte del Governo in materia di istruzione. E’ stata richiesta la disponibilità di alcuni docenti per lo svolgimento di lezioni pubbliche, aperte alla partecipazione della cittadinanza, secondo un modello di protesta già sperimentato con successo nelle città universitarie.
Ma non si stanno muovendo solo gli studenti medi. Soprattutto per l’impegno delle docenti della scuola primaria, che vedono a rischio non solo il loro posto di lavoro, ma un’idea complessiva di educazione alla quale molte di loro hanno dedicato negli anni il loro impegno e la loro dedizione, è nato un Comitato di Base a difesa della Scuola Pubblica, al quale si sono uniti anche docenti della scuola media e gruppi di genitori. Il Comitato ha organizzato nella giornata di venerdì prossimo, alle ore 17, presso l’auditorium del Centro Giovani, un incontro informativo con la partecipazione del Prof. Giuseppe Bagni: l’iniziativa è rivolta a genitori, studenti, insegnanti, semplici cittadini, e vuole avere una valenza critica e informativa. Perché essere informati, essere davvero consapevoli di quanto sia alta la posta in gioco, mantenere alta la guardia su quello che significa per il nostro Paese, per la nostra democrazia, la difesa della scuola pubblica, rappresenta, oggi più di ieri, una delle armi più efficaci contro chi, oscurando il dissenso, vorrebbe fingere che esso non esista.
Nei prossimi post continueremo a informare sugli sviluppi della protesta e racconteremo le esperienze, i sentimenti, la passione di chi ha scelto di far sentire la propria la voce. Intanto consiglio la lettura del commento di Francesca al post precedente.
Non ci sono ancora commenti per questa notizia
Puoi lasciare un commento, sottoscrivere il feed RSS o inviare un trackback.













