L’Onda è arrivata anche a Piombino
Lunedì, 27 Ottobre 2008
E che cosa accadrà domani davanti al Liceo?
Gli studenti piombinesi sono entrati in fibrillazione. Dopo la manifestazione di ieri, che ha sfilato per le vie del Centro da Piazza della Costituzione a Piazza Gramsci, celebrando ironicamente il “funerale” della scuola pubblica, sono attese altre iniziative di lotta: occupazione? sit in? sciopero? nuovi cortei? Non è chiaro.
La questione, in una cittadina di provincia come la nostra, è sempre la medesima. Chi protesta per motivate ragioni vuole far sentire la sua voce, in qualche modo. Molti vanno al seguito senza sapere bene perché. Alcuni sono contrari. E, ovviamente, numerosi sono gli scettici: posto che le ragioni siano giuste, si pensa che in fondo un gruppo più o meno numeroso di ragazzi seduti davanti al “Piccolo Mondo” ad ascoltare le arringhe dei loro compagni più impegnati e di qualche professore (compresa la sottoscritta che si è trovata inaspettatamente un microfono in mano) non faccia la differenza. Non parliamo di un’eventuale occupazione o di una giornata di sciopero: tempo sottratto allo studio senza conseguenze pratiche di alcun genere. Forse soltanto un’azione dettata dallo spirito di emulazione, vista la ben diversa entità delle proteste che si svolgono altrove, ad esempio nelle città universitarie.
Dico la verità. Non ho una risposta sicura a questo genere di obiezioni. Sono abituata a pensare che, in ogni caso, la testimonianza di un dissenso abbia un suo giustificato valore, per quanto possano essere esigui i riscontri pratici. Purché il dissenso abbia solide basi. Quando sono stata invitata a parlare, ieri, dopo il lungo e articolato intervento della collega Ebe Serni, che punto per punto ha esposto le ragioni della nostra solidarietà e del nostro pesronale coinvolgimento in qualità di docenti, mi sono limitata a richiamare la necessità di una corretta e adeguata informazione. Chi protesta non deve farsi cogliere impreparato. Gli slogan non bastano, tantomeno gli striscioni per fantasiosi che siano. Visto che la posta in gioco, per questi ragazzi, è davvero alta (si parla del loro futuro, no?), è davvero necessario essere un po’ sgobboni: procurarsi le giuste informazioni, non lasciarsi imbrigliare o strumentalizzare dagli interessi di partito (sappiamo bene, ad esempio, che i tagli sono cominicati con Padoa Schioppa e che nel progressivo sfascio della scuola pubblica il centrosinistra non è affatto esente da responsabilità gravi e precise), fare rete, accettare il dibattito con gli avversari per contrastare punto per punto le loro ragioni e, per quanto queste occasioni siano anche felici momenti di aggregazione collettiva, evitare le tentazioni eccessivamente festaiole che rischiano di svilire e squalificare l’immagine della protesta (non parliamo poi di eventuali violenze).
Lo so, lo so, sto proprio parlando da prof. Ma gli strumenti esistono, esiste Internet, che non è solo cazzeggio, MSN o Emule, senza contare che questa protesta ha evidentemente caratteristiche diverse rispetto ad altre che negli anni l’hanno preceduta, anche per la sua storia mediatica (ne parlo anche qui).
Da Repubblica:
6 commenti a “L’Onda è arrivata anche a Piombino”
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com’e’ il fermento?
io ci passo davanti tutte le mattine per andare al lavoro, ma c’era una gran tranquillita’, il solito gregge di motorini parcheggiati e nemmeno un manifesto.
Semplicemnte perché ormai il corteo si era già spostato. Passa verso le 8,15 e vedrai ;)!
seeeeee… all’ora di colazione? ma siamo matti?
Sono una tua coincittadina ed una studentessa universitaria di Pisa.
Faccio parte del movimento Lingue contro la 133.
Ho partecipato anche io al corteo di Sabato da Piazza costituzione a Corso Italia ed insieme a due miei colleghi ho distribuito volantini informativi sia sulla legge Gelmini che su quellaTremonti ( che riguarda le Università).
Sinceramente molti passanti hanno apprezzato l’iniziativa , mi hanno fatto numerose domande, c è stato anche chi mi ha detto che 50 anni fa era lui a manifestare, al posto nostro.
Pochissimi i rifiuti di leggere i volantini, solo 2 persone .
A Pisa sto facendo una campagna di sensibilizzazione simile e ti posso assicurare che i ” vaffanculo nn leggo questa roba!” sono molto molto di più.
E’ vero che al corteo non ha preso parte la maggioranza, che molti vostri coetani erano a vascheggiare come ogni sabato. Ma io non credo sia stato un sabato come tutti gli altri, che la manifestazione sia stata importantissima.
Per quanto riguarda l’informazione è vero che i volantini non bastano, che bisogna studiare bene le leggi.
A Pisa stiamo facendo dell’autoformazione , dei tavoli di lavori a cui partecipano docenti e studenti .
Al Polo carmignani ci sono seminari fatti da giuristi .
Tutto ciò insieme alla didattica alternativa ( lezioni in piazza) ha come scopo la sensibilizzazione cittadina e di tutti quelli studenti menefreghisti.
Credo inoltre sia necessario un sostegno tra studenti universitari e delle medie superiori.
Anche se il liceo l ho terminato da anni,mi preoccupo per la vostra generazione e per quella futura, così come spero voi vi preoccupiate se poter fare l’Università in futuro.
Al polo carmignani c è molto materiale di studio su entrambe le leggi , ovviamente soprattutto su quella tremonti.
Portare il Polo a Piombino è piuttosto complicato, però essendo libero a tutti ed a un ora e un quarto da piombino,penso potrebbe essere una tappa interessante per molti di voi.
Più siamo uniti in questa lotta e meglio è .
Se vuoi maggiori informazioni , la mia email è specialk_449@hotmail.com
Mi farebbe piacere sapere se ci sono anche altre iniziative a Piombino al quale anche noi studenti universitari possiamo partecipare.
Francesca
a piombino ci so pensieri ora piu importanti delle solite menate studentesche..magari hai il babbo in cassa integrazione
caro Luigi, se Francesca (che peraltro non conosco) se ne fregasse invece di interessarsi alla questione, probabilmente si ritroverebbe tra qualche anno nella condizione di non preoccuparsi nemmeno della cassa integrazione perche’ non avrebbe un lavoro. Ma lo sai che significa trovarsi un lavoro decente per uno studente di lingue? te lo dico io: e’ un casino agghiacciante. Rendiamo anche la vita difficile agli studenti, tagliamo fondi e risorse, facciamoceli mettere vent’anni a finire un corso di laurea e loro si ritroveranno gia’ vecchi a crcare un lavoro che nessuno vorra’mai offrire loro.
E’ roba da matti. Io (che non ho una formazione umanistica, faccio l’architetto…) ho seguito corsi deliranti dove mancavano le *seggiole*, e dovevi seguire la lezione sulle scale a due pianerottoli di distanza solo *ascoltando* il docente e immaginandoti la lavagna. Lo sai a quanto ammontano le tasse universitarie? Con una spesa ben minore le universita’ *statali* in Olanda garantiscono un computer portatile a ogni studente, hanno alloggi dignitosi a costo zero, roba che da noi non esiste e non esistera’ mai, visto che i fondi dell’universita’, quei pochi, se li mangiano in (pardon) *cazzate*.
Figurati se li tagliano.
Lascia che gli universitari manifestino per quello che spetta loro, e che i cassaintegrati facciano altrettanto. Se Francesca evita di manifestare e non esprime apertamente il proprio dissenso non servira’ certo a migliorare le condizioni dei cassaintegrati.
Non sono “menate studentesche”, e’ libera espressione.