La Notte Bianca del Misantropo
Domenica, 17 Agosto 2008
Ebbene sì. La moda della “notte bianca” ha contagiato anche Piombino. La città ha vissuto il suo doveroso delirio nottambulo. Corso Italia si è popolata di una folla festante e chiassosa di cittadini e turisti. E io? Io dov’ero? Per scelta precisa, ho preferito alle inevitabili gomitate in Corso Italia, la quiete nascosta del mio terrazzo. Tappata in casa, senza nessun rimpianto.
Mi si giudichi pure un’incorreggibile misantropa: non è così, chi mi conosce lo sa. E’ piuttosto una questione filosofica. Oggi l’estate o è caotica, oberata di iniziative, incontri, feste, serate danzanti o canterine, mercatini, fiere, conferenze, proiezioni, recite e recitine, dimostrazioni, o non è. Piombino non sfugge alla regola. Il tempo pigro di una pigra cittadina di provincia non esiste più. E’ un bene? E’ un male?
Questa voglia coatta di divertirsi ad ogni costo ficcandosi volontariamente nel chiasso e nella confusione, in mezzo a bancarelle stracolme di cianfrusaglie, con gli inevitabili giocolieri e pagliacci, le orchestrine e le degustazioni a buon mercato, è davvero così innocente e innocua o può essere interpretata come il sintomo di una mancanza, di una nevrosi, di una sorta di complesso di inferiorità nei confronti di altre realtà, di altre storie, altre tradizioni?
2 commenti a “La Notte Bianca del Misantropo”
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Saremo due misantrope (ma non credo proprio di esserlo!) però pure io sono rimasta a casa e per la precisione ero già in pigiama verso le nove e a letto da pochi minuti dopo a leggermi un buon libro. Avevo davvero molta poca voglia di buttarmi in mezzo alla ressa. Mi piace girare di notte ma preferisco di gran lunga quando ci sono io e poche altre persone, quando la notte è notte, e non quando ci ritrovo tutto il gruppo vociante che anima il corso dalla mattina alla sera.
coatta nel senso di forzata o di burina?
scherzi a parte, io in giro c’ero causa aperitivo lungo (nel senso di protratto nel tempo e non annacquato, prima che tu me lo chieda!) e quindi che ci fosse la notte bianca l’ho scoperto dall’inevitabile folla di inconsapevoli che escono perche quella e’ la sera in cui “bisogna uscire”.
la moda delle notti bianche io la vedo un po’ come una sorta di invidia del pene, un’uggia inconsapevole che freme nelle piccole amministrazioni pubbliche che cercano di brillare di luce riflessa stregate dalle iniziative delle metropoli. e poi non ci dimentichiamo il ferreo regolamento comunale che a cose normali prevede la fustigazione, il rimprovero pedante e gli insulti alla mamma verso chi, in giornate cosiddette normali, si permette di far suonare un gruppo acustico e privo di qualsiasi amplificazione oltre il nottambulo orario della mezzanotte in punto, ora in cui come si sa i viglili si trasformano in zucche e sarebbero pertanto incapaci di controllare questo genere di dissolutezze peccaminose.
a me pare che ci sia parecchia ipocrisia, tanta ingenuita’ e una voglia di fare grossolana e priva di cultura alle spalle che non si rende conto della propria scarsa capacita’ inventiva.
Del resto non fa che riflettere la massa di pecoroni che in queste occasioni si riversa per le strade ingurgitando bomboloni a orari incongrui, comprando cianfrusaglie e intasando ogni pertugio con passeggini a sette posti, la stessa massa che vota alle amministrative e che sceglie l’amministrazione che si merita. come biasimarli?
ma…
… un lato positivo tuttavia c’e', e penso proprio di illustrarlo in un nuovo post. basta come sempre inquadrare la cosa nel verso giusto, e credimi che il verbo inquadrare calza a pennello!